Hummus dolce: il dessert del 2019.

Vi ricordate il frozen yogurt? Lo yogurt gelato, per intenderci. C’è stato un momento storico, una quindicina di anni fa, in cui aprivano un sacco di negozi di frozen yogurt. A me piaceva un sacco e ho investito i miei 5 euro del sabato sera in frozen yogurt per molto tempo, prima di scoprire la birra. Poi i negozi di frozen yogurt sono diventati store di sigarette elettroniche, che a loro volta hanno lasciato spazio a punti vendita di marijuana legale, ma è cominciato tutto con il frozen yogurt. E ora che la moda è passata, pensate che sia caduta così nel vuoto? Niente affatto, in America c’è un nuovo dessert che ne ha preso il posto, ed è l’hummus dolce.

O ‘dessert hummus’, com’è conosciuto negli Stati Uniti. E com’è commercializzato da fine 2017, a partire da una ditta di dolci vegani fino a diventare il prodotto di punta di vari marchi dell’industria dolciaria. Sì, tutto vogliono fare l’hummus dolce, e c’è più di un motivo. Intanto è vegano, parola chiave in uno paese dove la decisione di non mangiare più carne o derivati è una moda più che è una scelta etica. Poi perché è a base di ceci (sì, ci potevamo arrivare) ed acquisisce quindi un’irresistibile aura salutare (nonostante ci sia abbastanza zucchero). E infine perchè l’hummus, quello salato, è quasi più popolare degli hamburger (quasi): è ovunque, in qualsiasi menù, perfettamente inserito nella dieta quotidiana della maggior parte della popolazione.

Quindi l’hummus dolce è un successo e, come tutti i successi, fa discutere. Alcuni lo trovano ripugnante, nonostante a mio avviso non sia molto diverso da una mousse al cioccolato (se lo fate al cioccolato): ovviamente è più pastoso e non sente di panna perchè, infatti, non c’è. Solo i palati più attenti potrebbero individuare la presenza di ceci nell’impasto, se nessuno glie lo dicesse. Un altro fronte dell’opposizione arriva da parte della stampa ebraica, che sottolinea come la trasformazione dell’hummus in un dessert sia l’ennesimo tentativo di ‘appropriazione culturale’, tanto cara alla cultura americana, che imponendo un gusto a sé familiare a un piatto di una tradizione distante e secolare stravolgerebbe la sua natura in maniera non rispettosa. Sapete cosa penso di chi fa questo genere di discorsi intransigenti quindi evito di approfondire.

Al netto delle critiche, l’hummus dolce è una realtà consolidata, destinata a scoppiare in uno dei principali trend alimentari dell’anno appena iniziato, come sottolineano molti trendspotter del settore. E allora cosa dovevo fare, se non prepararlo e sentire com’è?

Ho agito in questo modo. Ho cercato il gusto più popolare (Brownie Batter, ma banalmente cioccolato) del marchio più popolare (Delighted By) di hummus dolce. Ho guardato la lista degli ingredienti e, dai valori nutrizionali, ho estrapolato le probabili dosi. L’ho reso un pelino più salutare, riducendo i grassi di circa il 50% (era tutto olio di cocco, utile in ottica di produzione industriale ma sovrabbondante in quella casalinga). Quella che leggerete qui sotto, quindi è la ricetta probabilmente più simile al riferimento di mercato.

Ed è ottima! Dolce ma non troppo, decisamente al gusto di cacao, con una consistenza che cambia tra la temperatura ambiente e dopo un passaggio in frigo: fluida e vellutata nel primo caso, una compatta mousse nel secondo. E potete scegliere come consumarlo in base al vostro gusto. Io personalmente vado matto per le mousse robuste quindi lo mangio appena uscito dal frigo, come una coppetta di dessert, ma potete farlo riposare almeno una mezz’oretta sul tavolo per avere una bella crema in cui intingere biscotti o altre amenità. Per regolarvi sulle quantità, tenete presente questo: 100gr del mio hummus dolce hanno circa 210 calorie, 15 gr di zuccheri e 10 di grassi. Ed ora, la ricetta del 2019, vegana, senza farina (ma verificate sulle confezioni degli ingredienti se adatti ai celiaci), senza lattosio: TOMBOLA!

Ricetta dell’hummus dolce (11 porzioni da 60 grammi, o come vi pare)

Ingredienti

Una lattina da 400ml di ceci (o 240gr di ceci lessati da voi)
200 ml di latte di cocco
45 ml di olio di cocco, appena scaldato per renderlo liquido
100gr di zucchero integrale di canna (quello vero, Alce nero per intenderci)
75gr di cacao amaro
1/4 di cucchiaino di sale
1 busta di vanillina (o l’equivalente di vaniglia vera, se volete scialare)

Procedimento

Frullare tutto insieme in un blender, aggiungendo il latte di cocco per ultimo per evitare che venga troppo liquido: deve avere la consistenza di una pastella densa, quindi regolatevi ad occhio in base al latte scelto. Quello standard, con il 55% circa di polpa di cocco, è quello usato nella dose di 200ml.
Poi guarnitelo come volete, io ci ho messo pistacchi e mango essiccato, ma viva la fantasia!

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